mercoledì 4 gennaio 2012

OMSA: DOPO LA CASSA INTEGRAZIONE ARRIVA LA STANGATA, LICENZIAMENTI

Il famoso marchio italiano di calzetteria chiude bottega, lo stabilimento di Faenza trasloca in Serbia senza i suoi operai. Entro marzo 2012 sono previsti circa 300 licenziamenti, la Omsa non produrrà più calze in Italia.
Una scelta dettata da ragioni puramente economiche che ha spinto l'imprenditore mantovano, Nerino Grassi, a rincorrere profitti pù onerosi, dovuti ad un più basso costo della manodopera, e a delocalizzare la produzione nel paese balcanico. Si spera che l'azienda riuscirà a contrattare nel migliore dei modi con i sindacati evitando la chiusura dello stabilimento.
Intanto, gli operai e la popolazione virtuale di Facebook insorgono, l'obiettivo è boigottare le vendite dei prodotti Omsa in Italia e non solo; si ricorda che al marchio italiano fanno capo ben sette brand: Golden Lady, Sisi, Filodoro, Hue, NY Legs, Philippe Matignon e Arwa. L'Italia è in ginocchio e la chiusura di un altro imponente colosso industriale fa riflettere: dove si andrà a finire? Al momento, l'unica certezza è data dal fatto che centinaia di operai rischiano di perdere il posto di lavoro e, viste le acque in cui naviga il paese, sarà molto difficile trovare un ulteriore impiego.





cloki-inRosa

1 commento:

  1. E ora c'è anche l'appello a trav, crossdresser, drag queen e a tutto il mondo transgender, lesbo e bisex ad aderire al boicottaggio! Perché... siamo trav, ma oltre alle calze c'è di più!

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